Nel corso del suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo si ritrovò in un arcipelago molto speciale dei Caraibi che, vuoi per la bellezza incontaminata del luogo, vuoi perché dopo tanti giorni e tante miglia di navigazione la sua immaginazione doveva essersi piuttosto esaltata, battezzò con il nome de « Le undicimila vergini« . In realtà le isole erano una cinquantina appena però, esagerazione numerica a parte, penso che mai nome fu più azzeccato: dopo tanti secoli e pur trattandosi di una destinazione turistica molto ambita e apprezzata, soprattutto dal pubblico americano, queste isole conservano un’essenza selvaggia e incontaminata. Siamo arrivati a Virgin Gorda un sabato a tarda notte, sotto una volta piena zeppa di stelle luccicanti, piccole e grandi, accavallate una sull’altra come se non ci fosse più spazio nel cielo d’agosto. Sbrigate le formalità d’entrata a Spanish Town, ancora stralunati dalle tante ore di navigazione e dalla notte corta all’ancora a St. Thomas Bay, ci siamo messi a sfogliare le riviste turistiche gratuite che avevamo preso nella capitaneria per familiarizzarci con i nomi del posto: isole e isolotti, baie, spiagge, riserve naturali, resort turistici. A parte la certezza che avremmo visitato solo la parte britannica delle Isole Vergini, giacché la parte americana é famosa per la pesantezza della burocrazia d’entrata e, sembrerebbe, nemmeno più tanto vergine ma bensì piuttosto edificata e molto più popolosa, a parte questo, non avevamo un itinerario definito. Le Isole Vergini Britanniche (BVI) si compongono di quattro isole principali – Tortola, Virgin Gorda, Anegada e Jost Van Dike – una decina di isole più piccole e varie decine di isolotti disabitati sparsi qua e là, per un totale di circa 150 km2 di superficie e 12.000 abitanti. Dopo St Thomas Bay, ci siamo spostati qualche km più a nord nella bella Savanna Bay, non senza prima aver gettato un’occhio a un’altra baia dell’isola sulla nostra rotta, Little Dix Bay, resa famosa da Rockefeller il quale, negli anni ’60, vi costruì il primo resort di lusso di Virgin Gorda. Savanna Bay, piuttosto trascurata dalle guide turistiche, ci ha piacevolmente sorpresi. Entrarci con una barca a vela é un’operazione piuttosto delicata a causa della lunga barriera corallina e dei fondali poco profondi, ma una volta dentro il posto é assolutamente fantastico: da un lato, la lunga spiaggia di sabbia bianca con la battigia schizzata di minuscoli granelli di corallo rosa, dall’altro il profilo di Tortola e delle altre isole, in mezzo alle quali si immerge il sole al tramonto, prima lento e poi all’improvviso veloce fino a scomparire all’improvviso in pochi secondi di magica pienezza. Allora il mare, dopo aver sperimentato durante la giornata tutte le sfumature di azzurro e di verde che un pittore può desiderare sulla sua tavolozza, il mare si concentra in un rosso ruggine infuocato per poi distendersi in un nero argentato. Subito dopo Savanna Bay, Mahoe Bay ospita un bellissimo complesso di case turistiche dal tetto rosso a bordo mare immerse in un magnifico giardino tropicale (www.mahoebayvillas.com). Continuiamo a risalire la costa di Virgin Gorda verso la baia di North Sound passando per Mosquito Island. Questa immensa baia é di solito molto frequentata: é qui che si concentrano le strutture alberghiere dell’isola, i bar, i ristoranti e la maggior parte delle barche charter sostano per la notte alle numerose boe disponibili in vari punti della baia. Un posto simpatico per fare quattro passi sulla spiaggia é il Bitter End Yatch Club (www.beyc.com). Il Bitter End é anche un importante complesso alberghiero che, con i suoi bungalows dall’architettura minimalista costruiti sulle palafitte e ricoperti di rami secchi di alberi di cocco, occupa una gran parte della collina.
Già assolutamente entusiasti della bellezza e dell’energia positiva di Virgin Gourda, lasciamo per il gran finale una visita al posto più famoso dell’isola, The Baths, un angolo di paradiso fatto di calette di sabbia rosata, alberi di cocco e enormi massi di granito che formano un labirinto naturale fra il mare e la spiaggia. Nonostante l’area sia classificata Parco Naturale, sulla collina e persino sul bordo mare si trovano varie ville da sogno che si fondono e si confondono sapientemente nell’idilliaca bellezza naturale dell’area, senza snaturarne o intaccarne l’incanto, ma aggiungendo piuttosto un tocco glamour in paradiso.