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Su le vele, si riparte, controvento, rotta a zig-zag, destinazione Les Saintes, questo gruppo di isolotti a una decina di miglia da Guadalupe di cui vi abbiamo già parlato in altri post.  Sull’isola principale vivono appena 1500 abitanti. E’ uno di quei posti in cui ci si sveglia all’alba col gallo che canta, tutti si conoscono, le porte delle case rimangono sempre aperte, si scende scalzi a fare il bagno a mare prima di pranzo  e ci si ritrova in piazzetta al tramonto. Un posto fuori dal tempo. In meno di 24 ore tutti nel vicinato sanno chi siamo, qual é la nostra barca e che siamo due temerari arrivati dall’altra parte dell’oceano.

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Aperitivo, pranzo in famiglia, siesta time e alle 5 del pomeriggio ce ne andiamo a passeggio per l’isola con la nostra bellissima macchina elettrica giallo canarino, tanto per ricordarci che questi sono i Caraibi, niente colori classici, tristi e grigi. Sono in tanti sull’isola ad aver scelto il trasporto ecologico, oltre alle macchine circolano pure vari scooter e biciclette elettriche. Qualche anno fa ogni altro mezzo di trasporto era vietato, peccato che poi abbiamo revocato il divieto.

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E in centro si gira solo rigorosamente a piedi.

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